BTP Futura atto secondo, il sole 24 ore del 7-11-20 analizza la nuova emissione rispetto alla precedente, durata minore (8 anni in luogo di 10) ma rendimento più basso.
I rendimenti cedolari sono a step ed esattamente per i primi 3 anni il sottoscrittore percepirà uno 0,35%, dal quarto al sesto anno la cedola salirà allo 0,6% ed infine per il settimo ed ottavo anno il sottoscrittore percepirà una cedola dell’1% lordo. Infine, ricordo che chi compra i BTP Futura all’emissione e li detiene fino a scadenza riceverà un premio fedeltà collegato alla ripresa dell’economia nazionale. Il premio minimo garantito sarà pari all’1% del capitale investito ma potrà aumentare fino a un massimo del 3% dell’ammontare sottoscritto, sulla base della media del tasso di crescita del PIL annuo.
Il rendimento finale del titolo oscillerà quindi fra un 0,73% medio annuo lordo ed uno 0,98%. Il rendimento in oggetto è superiore a quello attuale di un BTP a 10 anni, il cui rendimento si attesta oggi 20-11-2020, allo 0,60% lordo, quindi sicuramente è stato un collocamento ben fatto ed infatti è stato sottoscritto in grande quantità, il tesoro ha ottenuto 6 miliardi di € con questo collocamento, tanti quanti ne ottenne con la prima edizione.
E’ comunque di tutta evidenza che l’eccezionale situazione delle obbligazioni a tassi praticamente nulli, non sarà eterna e quindi questo titolo espone, come tutti gli altri titoli obbligazionari oggi, ad una potenziale perdita qualora si realizzasse nei prossimi 8 anni un rialzo dei tassi, attualmente a zero (cosa probabile). Altro rischio poi, data l’esiguità della cedola è un rialzo dell’inflazione, ricordo che il target europeo è 2%, quindi qualora l’inflazione tornasse al 2% o più, avere un titolo con un rendimento massimo dello 0,98% espone ad una perdita del potere d’acquisto e ad un conseguente calo della quotazione del titolo. Penultima considerazione la faccio sul rating italiano (BBB-), che è appena un gradino sopra il livello di ‘”Junk Bond” per due società di rating su 3 ed un possibile declassamento del rating nostrano porterebbe ad un più che probabile calo della quotazione del titolo. L’ultimissima considerazione la spendo sul paese Italia, ricordando che è un paese con un alto rapporto debito/pil (si stima per quest’anno che arriverà al 160%, nel 2018 era al 135%) e questo non è certamente una buona indicazione sulla salute del paese e quindi sulla salute del debitore. Indebitamenti insostenibili potrebbero portare (ma non è mai successo in Italia) ad una ristrutturazione del debito, con implicazioni drammaticamente negative su tutti i possessori di titoli di stato.
La migliore soluzione è come sempre diversificare, ed inserire in portafoglio oltre alle amate obbligazioni (meglio se ad alto rating), delle azioni, che aiuteranno concretamente a raggiungere i propri obiettivi di lungo periodo. Fondamentale, per tutto questo coinvolgere un consulente finanziario competente con cui condividere e monitorare nel tempo il proprio progetto di gestione del patrimonio di famiglia.
Sono Sergio Badalà, un consulente finanziario che ha sede operativa a Catania ma sempre disponibile a spostamenti fuori sede per andare incontro alle esigenze della clientela, resto quindi disponibile con chiunque per approfondimenti in privato.
Sergio Badalà
Advisory patrimoniale indipendente
Lettere sul Patrimonio
“Dopo 23 anni nel sistema bancario, ho scelto un modello senza conflitti di interesse. Oggi lavoro solo dalla parte del cliente.”
Ogni Patrimonio racconta una storia, le scelte che facciamo oggi ne determinano il futuro
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