Fallimenti bancari in Italia: come salvare i propri risparmi
Questo articolo è stato scritto in piena emergenza Covid-19, nel maggio 2020, quando si tornava a discutere della solidità delle banche italiane a pochi anni dalle crisi del 2015-2017.
All'epoca esercitavo come consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede. Dal febbraio 2024 opero come Consulente Finanziario Autonomo iscritto all'Albo OCF, su base indipendente. I dati di mercato qui citati (debito/PIL, contesto Covid) fotografano il 2020: in fondo all'articolo trovi un aggiornamento al 2026. Il metodo per valutare la solidità di una banca — leggere i suoi indicatori patrimoniali invece di scegliere "quella sotto casa" — resta invece valido oggi esattamente come allora.
Guida pratica alla valutazione della tua banca
Una delle cose che ho visto cambiare di più a Catania, in questi 20 anni di attività da consulente finanziario; è stata la visione della banca.
Ricordo che nel 2000 quando iniziai, le banche erano istituzioni solide e rispettate, oggi molto meno. Nel 2000 nella percezione comune, era quasi ridicolo pensare ai fallimenti bancari in Italia; oggi abbiamo imparato che tutto ciò è possibile e può avere impatti devastanti sui nostri risparmi.
Lo stato dell'arte sulla affidabilità bancaria
Maggio 2020, siamo in piena emergenza covid-19 ed in conseguente crisi finanziaria.
Si torna a parlare dell’affidabilità delle banche, tema ampiamente dibattuto dall’entrata in vigore del bail-in, il 1° gennaio 2016 (Direttiva BRRD 2014/59/UE, recepita in Italia con i D.lgs. 180 e 181 del 2015).
Negli anni immediatamente precedenti, migliaia di piccoli risparmiatori italiani soprattutto azionisti e obbligazionisti subordinati, non i titolari di conti correnti — sono rimasti coinvolti nelle crisi di alcuni istituti. Vale la pena chiarire bene di cosa si tratta, perché i termini “fallimento” e “bail-in” vengono spesso usati a sproposito.
Si sono così spezzate, alcune delle loro granitiche certezze come la frase: “figurati se le banche falliscono”. Oggi se ne torna a parlare, così come ci si interroga sulla affidabilità italiana nel rimborsare i prestiti obbligazionari; dato il rapporto debito/pil del paese giunto al 155%. Intanto però, si segnala il successo dell’ultimo collocamento di BTP Italia; un pò un controsenso dopo quanto detto ma la disperata ricerca dei rendimenti “certi” porta a queste incongruenze.
▪ RISOLUZIONE (novembre 2015) — Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e
CariFerrara furono sottoposte a “risoluzione” dalla Banca d’Italia. NON fu un
bail-in (lo strumento si applicava solo dal 1° gennaio 2016): il capitale fu
azzerato per azionisti e obbligazionisti subordinati. I conti correnti restarono
intatti. (D.lgs. 180/2015; D.L. 183/2015)
▪ LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA (giugno 2017) — Banca Popolare di Vicenza e
Veneto Banca furono poste in liquidazione coatta: le attività “buone” furono
cedute a Intesa Sanpaolo. (D.L. 99/2017)
▪ INDENNIZZI — Per i piccoli investitori in obbligazioni subordinate fu previsto
un ristoro a carico del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositanti (FITD),
con indennizzi forfettari fino all’80% del valore. Dal 2019 il Fondo Indennizzo
Risparmiatori (FIR), con dotazione di 525 milioni l’anno (2019-2021), ha esteso
i ristori ai risparmiatori delle banche in liquidazione coatta tra il 17/11/2015
e il 31/12/2017. (L. 145/2018; L. 209/2019)
▪ I CONTI CORRENTI — I depositi fino a 100.000 € per intestatario sono garantiti
dal FITD e non sono coinvolti né nel bail-in né nella liquidazione. È la
distinzione che conta di più per chi legge.
Come si valuta l'affidabilità di una banca
Ci sono diversi parametri per valutare l’affidabilità del tuo istituto di credito; ne approfondirò due, i più importanti, prima però cerchiamo di capire insieme cosa porta un istituto di credito in difficoltà economiche; ecco quali sono le cause principali:
- eccesso di crediti deteriorati: un’alta percentuale di crediti non più esigibili (NPL); ciò accade principalmente quando il ciclo economico si deteriora; in queste fasi, le banche hanno difficoltà a ricevere indietro i soldi prestati ai creditori; così prestano di meno, la riduzione del credito porta generalmente alla inversione del ciclo economico.
- perdite su operazioni fatte dalla banca stessa, ad esempio per uso improprio di strumenti finanziari (derivati).
- corsa agli sportelli: la banca non detiene tutte le risorse finanziarie dei clienti; li investe e soprattutto li presta (elemento fondamentale per una sana crescita economica). Così se tutti contemporaneamente chiedessimo la restituzione dei nostri soldi presenti nominalmente sul conto, qualunque istituto di credito fallirebbe.
Parametri fondamentali per schivare i fallimenti bancari
Andiamo adesso, dopo questa doverosa premessa, ai parametri da controllare per verificare l’affidabilità della propria banca; al fine di dormire sonni tranquilli avendo i nostri risparmi in un istituto di credito affidabile:
- CET1 (common equity tier): È il rapporto fra la liquidità che la banca ha effettivamente a disposizione e le attività che la banca considera a rischio insolvenza, ponderate per il rischio. Forse non è così immediato come concetto; in sostanza, Il numero che viene fuori indica la solidità dell’istituto, più è alto questo numero più è solida la banca. Il quadro regolamentare di Basilea III fissa un CET1 minimo del 4,5%, che sale al 7% una volta incluso il “capital conservation buffer” — la soglia di riferimento oggi vigilata dalla BCE per le banche più rilevanti. Le principali banche italiane sono comunque ampiamente sopra questo valore.
- Total capital ratio: È il rapporto fra il patrimonio di vigilanza della banca ed i crediti concessi, anche in questo caso ponderati per il rischio. Questo altro dato, ci indica se la banca è in grado di restituire i soldi ai clienti, tenendo conto dei crediti concessi in passato e che potrebbero non essere rimborsati. Parametro minimo BCE: 10,5%.
Basterà quindi analizzare uno o entrambi questi indicatori, per avere preziose informazioni sul proprio istituto di credito; che ricordo a tutti essere un partner di viaggio molto importante verso il proprio benessere finanziario.
Le conclusioni sulla affidabilità bancaria
Sarà bene quindi abbandonare, una volta per tutte, il vecchio metodo di selezione della banca (sotto casa o vicina al lavoro).
Bisogna passare ad una scelta consapevole, sia dell’istituto (in base a Cet1 e TCR) che del consulente finanziario.
Quest’ultimo sceglietelo in base alla capacità dello stesso di affrontare liberamente e consapevolmente tutte le complesse sfaccettature che la pianificazione dei vostri risparmi richiede, non lo scegliete quindi, perché la banca sotto casa ve ne assegna uno.
Ricordate bene che da queste scelte deriverà il tenore di vita futuro e quindi il benessere, vostro e della vostra famiglia, non ritenete che questa sia una questione importante?
Per chiarimenti sul tema dei fallimenti bancari in Italia o su altro, contattatemi in privato, resto a vostra disposizione. Sono un consulente finanziario che vive e lavora a Catania ma sempre disponibile anche per un incontro con persone in tutta Italia, è chiaramente possibile, anzi raccomandabile in tempo di covid-19, anche un primo contatto on-line.
Sei anni dopo: cos'è cambiato e cosa è rimasto
Quando scrivevo questo articolo, nel maggio 2020, il sistema bancario usciva provato dalle crisi del 2015-2017 ed entrava nell'incertezza della pandemia. Vale la pena rileggere quei numeri con gli occhi di oggi.
| Indicatore | Maggio 2020 | 2026 |
|---|---|---|
| Debito/PIL Italia | ~155% | ~137% |
| Rating Italia (S&P) | BBB | BBB+ (outlook pos.) |
| Soglia CET1 con buffer | 7% | 7% (invariata) |
| Crisi bancarie sistemiche | 2015-2017 | nessuna nuova |
Il sistema bancario italiano è oggi più solido che nel 2020: il debito pubblico in rapporto al PIL è sceso, il rating del Paese è migliorato (sette upgrade nel solo 2025) e nessuna nuova crisi bancaria sistemica si è ripetuta dopo quelle del 2015-2017.
Ma il punto dell'articolo non era prevedere il futuro del sistema: era dare al risparmiatore uno strumento per scegliere consapevolmente. E quello strumento — guardare CET1 e Total Capital Ratio invece di affidarsi alla "banca sotto casa" — vale oggi esattamente come sei anni fa. I numeri cambiano. Il metodo no.
Anzi: in un sistema più solido, la differenza la fanno proprio le scelte individuali. Sapere leggere la salute della propria banca, e affiancarsi a chi può aiutarti a farlo, resta la vera tutela del patrimonio.
Fonti dati: MEF (debito/PIL), S&P Global Ratings (rating sovrano: BBB nel 2020, BBB+ con outlook positivo dal 2025), quadro Basilea III / CRR (soglie patrimoniali). Dati aggiornati a maggio 2026.
"Sono un Consulente Finanziario Autonomo iscritto all'Albo Unico OCF e certificato CFP® (Certified Financial Planner™).
Dopo oltre 20 anni di esperienza nel sistema bancario, ho scelto il modello fee-only: una parcella esplicita pagata direttamente dal cliente.
Aiuto a costruire decisioni patrimoniali consapevoli, di lungo periodo".
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