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Borsa e Covid-19: il crollo del 2020 visto da vicino

Mercati e scenari

—Lettura: 8 minuti
Approfondimento del 14 maggio 2020 · Revisione editoriale maggio 2026

Scrissi questa cronaca a metà maggio 2020, nel pieno del crollo più rapido della storia della Borsa, quando nessuno sapeva ancora come sarebbe finita.

All'epoca esercitavo come consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede; dal febbraio 2024 opero come Consulente Finanziario Autonomo iscritto all'Albo OCF, su base indipendente. I numeri qui sono quelli di allora: fanno parte di una serie di tre articoli (maggio, giugno e novembre 2020) che ho aggiornato con una nota comune in fondo. La lezione su disciplina e metodo nelle fasi di panico resta valida oggi esattamente come allora.

Maggio 2020 - Lo S&P500 ai tempi della pandemia Covid-19

Lo S&P500 in questo 2020 dopo un’ottima partenza (+5% al 19-2) è scivolato, a causa della grave pandemia che ci ha colpito, fino a -30% toccato il 23-3.

Una variazione negativa complessiva quindi, del 35% dai massimi, sull’indice più efficiente al mondo.

La violenta correzione, in un periodo di apparente serenità, è stata la più veloce della storia della Borsa ed ha messo a dura prova le coronarie di risparmiatori ed operatori del settore. 

Nello stesso periodo, l’indice VIX (la volatilità, il cosiddetto indice della paura) ha toccato i livelli del 2008 (80 punti, quando normalmente viaggia intorno a 10-20) ed il petrolio ha toccato i minimi del 1985 (10 dollari), portando alla chiusura di alcuni ETF a leva ed al conseguente azzeramento del capitale investito. Questo spiega molto bene la drammaticità di quei giorni.

Gli interventi delle banche centrali durante il Covid-19

In seguito alla pandemia, Fed e Bce si sono attivate in maniera rapida e mai così concreta (oltre 2.000 miliardi la liquidità iniettata nel sistema finanzario dalla Fed) ed hanno portato ad una pronta quanto inaspettata ripresa delle borse. Lo S&P500 si è così riportato a 2938 punti in data 12-5 riportando l’indice a -9% dall’inizio dell’anno e mettendo a segno quindi un incredibile +21% dai minimi.

Questa la cronaca di uno dei periodi più incredibili della storia a cui stiamo assistendo, cosa attenderci adesso? Cosa è successo nel frattempo nei portafogli dei risparmiatori?

Cosa attenderci adesso dai mercati finanziari

Cosa attenderci adesso, è davvero complicato dirlo perché da una parte abbiamo i dati macroeconomici che sono tutti ampiamente negativi, fra questi spiccano, la disoccupazione USA al 15% ed è un dato record per gli ultimi 70 anni di storia americana, il PIL degli Stati Uniti che è stimato a -5%, la fiducia dei consumatori che viaggia intorno a 70 ed anche questo è un valore basso.

I numeri certificano (e lo fa anche il FMI) una recessione ormai in atto nell’economia più importante del pianeta, l’Europa segue a ruota. Dall’altra parte, a infondere coraggio alle borse, abbiamo invece rendimenti delle obbligazioni governative a livelli prossimi allo zero e soprattutto gli interventi massicci delle banche centrali con immissioni di liquidità mai viste prima e piani di rilancio dell’economia. Le Banche Centrali mai come in questo periodo della storia hanno inciso sul destino dei listini azionari ed obbligazionari. Riusciranno a invertire la rotta?

Se i massicci interventi riusciranno a rimettere in piedi l’economia in tempi brevi, magari assisteremo ad una ripartenza strutturale di un nuovo ciclo economico e conseguentemente dei mercati ma ad oggi in me sono molti i dubbi che gli innegabilmente negativi dati macroeconomici non regalaranno più di qualche giornata negativa ulteriore alle borse. Occorre quindi parecchia disciplina per non creare danni irreparabili al proprio patrimonio.

Cosa è successo nei portafogli dei risparmiatori ai tempi del Covid-19

Andando alla seconda domanda,”Cosa è successo nei portafogli dei risparmiatori“, sono sicuro che questi eventi abbiano evidenziato ed evidenzieranno ancora di più col tempo, le differenze fra una gestione professionale ed una “amatoriale”.

Un professionista, avrà strutturato un portafoglio decorrelato ed avrà avuto ed ha il polso del rischio dell’asset allocation creata per il suo cliente; nonchè la misura della tolleranza alla volatilità del suo assistito. Elemento quest’ultimo fondamentale per non creare danni irreversibili.

Un investitore non professionale difficilmente arriva a definire questi elementi, così spesso si trova in situazioni difficili da sostenere oppure ricade in errori di finanza comportamentale, mantenedo o aumentando asset da vendere solo per non accettare il proprio errore.

Quasi tutti i miei clienti nel 2020, nonostante gli scenari apocalittici descritti, hanno avuto cali di portafoglio di modesta entità (alcuni stanno addirittura guadagnando) ed in ogni caso assolutamente in linea col rischio condiviso con ognuno di loro.

Ho visto invece i portafogli di molti investitori fai da te crollare a –40%. In queste fasi molti investitori scelgono di mediare al ribasso, spesso senza una reale strategia commettendo un ulteriore errore.

Ricordo a tutti che dopo un calo del genere per recuperare i propri soldi occorre una performance del +66%, lo sa l’improvvisato investitore?

Attenzione a sottovalutare la gestione delle proprie finanze, non è un gioco o una banalità, bisognerebbe evitare di lanciarsi, se non con una parte trascurabile del proprio patrimonio, in imprese che possono creare danni prolungati se non addirittura permanenti alle proprie sostanze faticosamente accumulate in una vita di lavoro.

Conclusioni

I momenti di mercato come quello del 2020 mettono alla prova qualsiasi investitore.
Non è solo una questione di strumenti, ma di scelte, metodo e capacità di mantenere la rotta quando tutto sembra andare nella direzione opposta.

È proprio in queste fasi che si vedono le differenze tra una gestione improvvisata e un approccio realmente strutturato.

Nel mio lavoro di consulente finanziario a Catania ma incontro clienti in tutta la Sicilia (Messina, Palermo, Siracusa in particolare), accompagno i clienti proprio in queste decisioni: evitare errori nei momenti più difficili e costruire un patrimonio con maggiore consapevolezza.

Se vuoi analizzare il tuo portafoglio e capire se oggi è davvero coerente con i tuoi obiettivi, puoi prenotare un confronto sul tuo patrimonio.

Come è andata · La serie Covid 2020 vista dal 2026

La ripresa a "V" che quasi nessuno credeva possibile

Nel 2020 raccontavo, capitolo dopo capitolo, un crollo violentissimo seguito da un rimbalzo che molti "profeti dei mercati" giuravano impossibile. A distanza di anni i numeri parlano chiaro.

Momento S&P 500 (circa) Dai minimi
Massimo pre-crollo (19 feb 2020) ~ 3.390 —
Minimo del crollo (23 mar 2020) ~ 2.237 −34% in 33 giorni
Recupero del massimo ~ 3.390 in ~6 mesi
Oggi (maggio 2026) ~ 6.900 circa +200%

Il crollo da Covid è stato il mercato ribassista più rapido della storia — circa −34% in poco più di un mese — ma anche uno dei più rapidi a recuperare: il massimo precedente è stato riconquistato in appena sei mesi. Da quei minimi di marzo 2020, l'indice più importante del mondo è oggi circa il triplo.

Chi nel marzo-aprile 2020 ha venduto nel panico, sui minimi, ha trasformato una perdita temporanea in una perdita definitiva — e si è perso tutto ciò che è venuto dopo. Chi è rimasto investito con un progetto chiaro, accettando la volatilità come una fase fisiologica, ha visto il proprio capitale non solo recuperare, ma crescere in modo importante.

È la conferma più netta di ciò che scrivevo allora, in tempo reale, senza sapere come sarebbe finita: sui mercati non serve indovinare il momento, serve un metodo. La frase di Warren Buffett che citavo — i mercati trasferiscono ricchezza dagli impazienti ai pazienti — il 2020 l'ha scritta a caratteri cubitali.

Fonti: andamento S&P 500 (massimo 19/2/2020 ~3.390; minimo 23/3/2020 ~2.237, −34% in 33 giorni, recupero del massimo in ~6 mesi; livello maggio 2026 ~6.900). Dati Standard & Poor's / archivi storici dell'indice. I valori sono arrotondati e i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

Sergio Badalà - consulente finanziario indipendente CFP® a Catania
Chi sono

"Sono un Consulente Finanziario Autonomo iscritto all'Albo Unico OCF e certificato CFP® (Certified Financial Planner™).

Dopo oltre 20 anni di esperienza nel sistema bancario, ho scelto il modello fee-only: una parcella esplicita pagata direttamente dal cliente.

Aiuto a costruire decisioni patrimoniali consapevoli, di lungo periodo".

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Sergio Badalà Advisory Patrimoniale Indipendente Lettere sul Patrimonio

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Autore: Sergio Badalà · CFP® Iscritto Albo OCF Studio: Viale XX Settembre 50, 95129 Catania Ultimo aggiornamento dati: Maggio 2026