Le risposte alle domande
che mi pongono più spesso.
Tutto quello che è utile sapere sulla consulenza finanziaria indipendente, sui modelli regolati dalla normativa MiFID II e su come funziona un rapporto di consulenza fee-only.
01 Chi è il consulente finanziario indipendente?
Il consulente finanziario indipendente (o consulente finanziario autonomo, secondo la denominazione dell'Albo OCF) è un libero professionista iscritto nella seconda sezione dell'Albo Unico dei Consulenti Finanziari.
Per la normativa MiFID II, questa figura non può percepire compensi da terzi: viene remunerata esclusivamente dal cliente tramite parcella esplicita. Non opera per banche o reti distributive e non colloca prodotti finanziari, attività che gli è preclusa per legge.
Il suo lavoro consiste nell'analisi del patrimonio, nella pianificazione finanziaria e nel monitoraggio nel tempo.
02 Cosa fa un consulente finanziario indipendente?
Il consulente finanziario indipendente (in ambito anglosassone, financial planner) si occupa della pianificazione delle risorse finanziarie e patrimoniali al fine di raggiungere gli obiettivi del cliente e di costruire una struttura di tutele coerente con il tenore di vita della famiglia.
Le attività principali sono:
- Analisi della situazione finanziaria e patrimoniale complessiva
- Pianificazione finanziaria per obiettivi — investimenti, casa, istruzione dei figli, ritiro dal lavoro
- Monitoraggio degli investimenti e revisione periodica della strategia
- Pianificazione previdenziale e assicurativa
03 Quanti tipi di consulenti finanziari esistono in Italia?
L'Albo Unico OCF, istituito dall'art. 31 del TUF (D.lgs. 58/1998), è suddiviso in tre sezioni che identificano altrettanti modelli professionali, regolati da MiFID II e dal Regolamento Intermediari Consob:
- Consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede — opera in nome e per conto di un intermediario (banca, SIM, SGR) sulla base di un mandato. La sua remunerazione è strutturata come provvigione legata ai prodotti collocati. È la categoria più numerosa: oltre il 98% degli iscritti all'Albo.
- Consulente finanziario autonomo (indipendente) — libero professionista iscritto nella sezione autonomi dell'Albo OCF. La normativa MiFID II impedisce a questa figura di percepire compensi da terzi: viene remunerato esclusivamente dal cliente tramite parcella esplicita. Per l'art. 24 della Direttiva MiFID II, è l'unica figura autorizzata a definirsi "indipendente".
- Società di Consulenza Finanziaria (SCF) — persona giuridica iscritta nella terza sezione dell'Albo OCF. Stesso regime di indipendenza dei consulenti autonomi, applicato in forma societaria.
Le tre figure sono regolate dalla stessa legge ma operano con strutture economiche diverse.
04 Come so se ho a che fare con un consulente finanziario indipendente?
L'Albo Unico dei Consulenti Finanziari, gestito dall'OCF (Organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti Finanziari), raccoglie tutti i consulenti finanziari autorizzati a operare in Italia. È suddiviso in tre sezioni:
- Consulenti finanziari autonomi (indipendenti) — sezione in cui Sergio Badalà è iscritto con delibera OCF n. 2401 del 7 febbraio 2024
- Società di consulenza finanziaria (SCF, indipendenti)
- Consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede — operanti in nome e per conto di banche, SIM o reti
Solo le prime due sezioni identificano i consulenti che la normativa MiFID II definisce "indipendenti". L'iscrizione è verificabile pubblicamente sul portale ufficiale OCF, nella sezione Ricerca nell'Albo.
05 Per usufruire della consulenza indipendente devo cambiare banca?
No. Non è necessario cambiare banca. I risparmi possono restare presso l'intermediario abituale.
Il consulente indipendente, per normativa, non può detenere il denaro del cliente: il rapporto con la banca depositaria resta separato. È utile, in fase di analisi, valutare insieme i costi applicati dall'intermediario sulle operazioni e sulla gestione, in modo da avere un quadro completo dei costi totali sostenuti.
06 Perché devo pagare la consulenza quando la mia banca mi dà consigli gratis?
La consulenza erogata dagli intermediari bancari non è gratuita: la normativa MiFID II classifica il servizio come "consulenza non indipendente" e prevede che il compenso del consulente sia incorporato nelle commissioni dei prodotti finanziari sottoscritti dal cliente.
Il rendiconto MiFID, inviato annualmente entro il 30 aprile, mostra in forma aggregata l'ammontare dei costi sostenuti. Si tratta di costi reali, non di un servizio offerto a titolo gratuito.
Nella consulenza indipendente, invece, il compenso è una parcella esplicita pagata direttamente dal cliente, separata e distinta dai prodotti finanziari.
La differenza tra i due modelli non è "gratuito vs a pagamento", ma riguarda la modalità di remunerazione.
07 Posso verificare quanto spendo oggi in banca per la consulenza?
Sì. La normativa MiFID II (recepita in Italia con il Regolamento UE 2017/565 e il Regolamento Intermediari Consob) impone alle banche e agli intermediari finanziari di inviare al cliente, entro il 30 aprile di ogni anno, il rendiconto MiFID dei costi e oneri sostenuti nell'anno solare precedente.
Il documento riporta in modo aggregato tutte le voci di costo dell'attività di investimento: commissioni di gestione, di sottoscrizione, di performance e altri oneri impliciti nei prodotti. È un report obbligatorio che ogni cliente ha diritto di ricevere e analizzare.
Solitamente viene allegato all'estratto conto annuale o reso disponibile nell'area online del cliente. È utile chiedere espressamente alla propria banca o al proprio consulente dove trovarlo, leggerlo nel dettaglio e confrontarlo nel tempo.
08 Se seguo i consigli di un consulente indipendente, lui riceve commissioni dalla mia banca?
No. La normativa MiFID II e il Regolamento Intermediari Consob vietano espressamente al consulente finanziario autonomo di percepire qualsiasi forma di compenso, commissione o utilità da parte di banche, SIM, società di gestione o compagnie assicurative — né in via diretta, né in via indiretta tramite società collegate o familiari.
Il divieto è strutturale: è la condizione che la legge pone per poter usare la qualifica di "indipendente". L'unica fonte di remunerazione ammessa è la parcella pagata dal cliente.
09 Il consulente indipendente ha accesso al mio capitale?
No. La normativa vigente preclude al consulente finanziario indipendente qualsiasi forma di accesso o detenzione del capitale del cliente.
Il patrimonio resta sempre presso la banca depositaria scelta dal cliente, che può eseguire personalmente le operazioni o farle eseguire dal proprio personale bancario sulla base delle raccomandazioni del consulente.
Questa separazione tra chi consiglia e chi custodisce è un presidio strutturale a tutela del cliente, previsto dalla normativa di settore.
10 Cosa significano Fee-Only, Fee on top e Fee Offset?
Sono tre modelli di remunerazione distinti, rilevanti per la classificazione MiFID II del servizio di consulenza:
- Fee-only — il consulente è remunerato esclusivamente dalla parcella pagata dal cliente, senza alcun compenso da terzi. È il modello adottato dai consulenti finanziari autonomi e dalle SCF iscritti all'Albo OCF, classificati come "indipendenti" ai sensi dell'art. 24 della Direttiva MiFID II.
- Fee on top — al cliente vengono addebitate sia le commissioni di gestione dei prodotti, sia una parcella aggiuntiva. Il servizio mantiene la classificazione MiFID II di "consulenza non indipendente", in quanto la remunerazione del consulente continua a derivare anche dai prodotti collocati.
- Fee offset — al cliente viene retrocessa una parte delle commissioni pagate ai prodotti, a scomputo della parcella. Anche in questo caso, la classificazione MiFID II resta quella di "consulenza non indipendente".
Solo il modello fee-only puro consente la qualifica di "consulenza indipendente" prevista dalla normativa europea.



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La presente pagina ha finalità informative sul modello di consulenza finanziaria indipendente esercitato dall'autore e sulle differenze strutturali, regolate dalla normativa vigente (MiFID II, D.lgs. 58/1998 — TUF, Regolamento Intermediari Consob), tra consulenza indipendente e consulenza non-indipendente. Non costituisce comparazione denigratoria nei confronti di altri operatori del settore, né valutazione qualitativa dei singoli professionisti che operano in modelli diversi.
I contenuti non rappresentano sollecitazione all'investimento, raccomandazione personalizzata o consulenza in materia di investimenti ai sensi dell'art. 1, comma 5, lett. f) del TUF. Qualsiasi decisione patrimoniale richiede una valutazione personalizzata, oggetto di mandato di consulenza specifico e formalizzato.
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