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Mercati turbolenti: cosa è successo durante la crisi del 2020

Mercati e scenari

—Lettura: 8 minuti
Approfondimento del 3 novembre 2020 · Revisione editoriale maggio 2026

Questo è il terzo capitolo della serie sul 2020: una riflessione di fondo su come si attraversano davvero le correzioni, scritta a fine anno con il senno di alcuni mesi.

Lo scrivevo a novembre 2020, quando esercitavo come consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede; dal febbraio 2024 sono Consulente Finanziario Autonomo iscritto all'Albo OCF, su base indipendente. Chiude la serie di tre articoli (maggio, giugno, novembre 2020): la nota finale comune mostra come la "ripresa a V" si è rivelata, a distanza di anni, una delle migliori conferme del principio di fondo — restare investiti con metodo invece di vendere nel panico.

Il sogno di molti investitori di fronte alle scelte d’investimento, è quello di trovarsi di fronte all’Eldorado, cioè ad un’immaginaria linea costante e crescente verso la ricchezza, dove giorno dopo giorno il proprio denaro aumenta di qualche euro rispetto al giorno precedente, meglio ancora poi, se il nostro investimento immaginario è accompagnato dalla formula magica: “garanzia del capitale”.

 

Questa idea dell’investimento, che nega qualsiasi forma di rapporto fra rischio e rendimento, è oggi assolutamente irrealizzabile ed in passato formulette che si avvicinavano a questo sogno, presentavano certamente diverse inefficienze da approfondire, la principale delle quali era sicuramente quella dei costi.

 

Le soluzioni a capitale garantito incontravano però e parecchio, il favore dell’investitore, che ha sempre apprezzato il “numeretto” certo del rendimento nominale, tralasciando l’effetto devastante dell’inflazione sul rendimento reale del denaro investito.

Il desiderio di un immaginario, lento ma costante, percorso di crescita del proprio denaro, a volte, in base ai prodotti sottoscritti, si trasforma poi in una sorta di incubo. Da una immaginaria linea di crescita, si passa durante le fasi di correzione del mercato, alle visioni più fosche ed irreversibili che portano il risparmiatore a vedere il proprio capitale investito, ancora come una linea, ma la costante diventa stavolta nella sua mente, la decrescita permanente fino all’azzeramento del capitale! Questo avviene, sia per il trader (cioè uno speculatore non un investitore), che per il risparmiatore ed in entrambi i casi spesso si vende al top delle brutte notizie e sui minimi del mercato.

Questo capita spesso, come detto, durante le vere correzioni (ritracciamenti del mercato più o meno profondi e duraturi) che sempre prima o poi si verificano.

Quando questo accade l’investitore comprende o più che altro intuisce, quanto si è sottovalutato il concetto di diversificazione ed il valore inestimabile di un rapporto di rischio rendimento efficiente ed adeguato alla propria personalità. Tutto questo quasi tutti gli amanti del fai da te (trader) lo scoprono quando è tardi, spesso troppo tardi, quando magari si è già andati oltre ogni logica di perdita e ci si è allontanati oltre ogni limite da qualsiasi “progetto immaginario” iniziale.

L’investitore, invece, che si ritrova con un portafoglio lontano parente di ciò che immaginava — spesso perché non aveva mai messo davvero a fuoco il proprio rapporto con il rischio — quando matura l’idea di vendere e perdere i suoi risparmi può quasi sempre ancora evitare il peggio.

Lì in quel momento matura una perdita certa ed una profonda, spesso irreversibile, diffidenza verso i mercati, il mondo del risparmio e le banche. Perché accade tutto questo? Succede perché trasferire cultura finanziaria è complesso e richiede tempo.

Soprattutto in un Paese dove per anni i rendimenti dei titoli di Stato sono stati a doppia cifra e hanno abituato i risparmiatori all’idea che si potesse guadagnare “senza rischio”.

Parlare apertamente di rischio e di costi non è mai semplice: richiede tempo, fiducia e un cliente disposto ad ascoltare. È esattamente il tempo che ho scelto di dedicare a ogni persona da quando sono un consulente finanziario. Così, in oltre vent’anni, ho visto ripetersi sempre le stesse dinamiche emotive.

Quando questo accade, e si verifica quasi sempre, quel cliente vedrà il mondo del risparmio in maniera totalmente diversa, accetterà la volatilità ed i costi del servizio (consulenza), sceglierà con me un livello di rischio per lui tollerabile nelle fasi di forte stress e contestualmente otterrà un portafoglio efficiente che gli permetterà di raggiungere gli obiettivi di lungo periodo condivisi in fase di pianificazione finanziaria.

S&P 500 e margini di profitto aggregati · 1990–2020
Andamento illustrativo dell'indice S&P 500 e dei margini di profitto aggregati dal 1990 al 2020 L'indice azionario cresce nel lungo periodo con tre cadute marcate: la bolla tecnologica del 2000, la crisi finanziaria del 2008 e lo shock del 2020. I margini di profitto seguono un ciclo simile ma si comprimono bruscamente nel 2020. Stavolta il mercato è ripartito prima degli utili. alto basso 1990 1998 2005 2012 2018 2020 Bolla tech 2000–2002 Crisi globale 2008 2020 Indice S&P 500 Margini di profitto

Grafico illustrativo a scopo divulgativo: l'indice cresce nel lungo periodo, anche i margini, come l'indice, si comprimono nelle fasi di crisi. Nel 2020 il crollo fu più marcato ma il mercato è ripartito prima dei profitti. Elaborazione originale dello Studio · andamento stilizzato, non in scala.

I mercati finanziari sono un formidabile strumento per trasferire ricchezza dagli impazienti ai pazienti.

Warren Buffett

Quel cliente, non vedrà mai più una correzione dei mercati come una certa ed irreversibile fine del suo patrimonio, quel cliente non venderà sui minimi del mercato ma vivrà quel periodo come quello che è, una dolorosa ma fisiologica fase, da vivere purtroppo necessariamente se si vuole mantenere il potere d’acquisto del proprio denaro nel tempo.

Alcuni, i più bravi, riescono a vederla anzi come un’opportunità, altri semplicemente li aiuta e rincuora, affrontare mari così tempestosi insieme ad un professionista che di queste fasi ne ha già vissute diverse. 

Ad un certo punto poi, spesso al culmine delle notizie negative, si riparte! I mercati recuperano, spesso assai rapidamente il terreno perduto (come è accaduto nell’aprile-maggio 2020) e nuovi massimi di mercato coinvolgeranno l’avveduto e colto investitore ben assistito, realizzando così una delle frasi celebri di Warren Buffett, il più grande investitore del mondo: “I mercati finanziari sono un formidabile strumento per trasferire ricchezza dagli impazienti ai pazienti”.

Come è andata · La serie Covid 2020 vista dal 2026

La ripresa a "V" che quasi nessuno credeva possibile

Nel 2020 raccontavo, capitolo dopo capitolo, un crollo violentissimo seguito da un rimbalzo che molti "profeti dei mercati" giuravano impossibile. A distanza di anni i numeri parlano chiaro.

Momento S&P 500 (circa) Dai minimi
Massimo pre-crollo (19 feb 2020) ~ 3.390 —
Minimo del crollo (23 mar 2020) ~ 2.237 −34% in 33 giorni
Recupero del massimo ~ 3.390 in ~6 mesi
Oggi (maggio 2026) ~ 6.900 circa +200%

Il crollo da Covid è stato il mercato ribassista più rapido della storia — circa −34% in poco più di un mese — ma anche uno dei più rapidi a recuperare: il massimo precedente è stato riconquistato in appena sei mesi. Da quei minimi di marzo 2020, l'indice più importante del mondo è oggi circa il triplo.

Chi nel marzo-aprile 2020 ha venduto nel panico, sui minimi, ha trasformato una perdita temporanea in una perdita definitiva — e si è perso tutto ciò che è venuto dopo. Chi è rimasto investito con un progetto chiaro, accettando la volatilità come una fase fisiologica, ha visto il proprio capitale non solo recuperare, ma crescere in modo importante.

È la conferma più netta di ciò che scrivevo allora, in tempo reale, senza sapere come sarebbe finita: sui mercati non serve indovinare il momento, serve un metodo. La frase di Warren Buffett che citavo — i mercati trasferiscono ricchezza dagli impazienti ai pazienti — il 2020 l'ha scritta a caratteri cubitali.

Fonti: andamento S&P 500 (massimo 19/2/2020 ~3.390; minimo 23/3/2020 ~2.237, −34% in 33 giorni, recupero del massimo in ~6 mesi; livello maggio 2026 ~6.900). Dati Standard & Poor's / archivi storici dell'indice. I valori sono arrotondati e i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

Sergio Badalà - consulente finanziario indipendente CFP® a Catania
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Dopo oltre 20 anni di esperienza nel sistema bancario, ho scelto il modello fee-only: una parcella esplicita pagata direttamente dal cliente.

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Autore: Sergio Badalà · CFP® Iscritto Albo OCF Studio: Viale XX Settembre 50, 95129 Catania Ultimo aggiornamento dati: Maggio 2026