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I vantaggi misurabili dell'advisory

Perché scegliere un consulente finanziario, e come scegliere il modello a te più adatto.

La prima domanda è se serve un consulente. La seconda è quale modello regolamentare si adatta meglio alle proprie esigenze. Studi internazionali misurano in numeri il valore aggiunto della consulenza patrimoniale.

— Sergio Badalà, CFP® certificato
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Serve davvero un consulente finanziario, o posso fare da solo?

È la domanda più legittima che un risparmiatore possa farsi. Le informazioni finanziarie non sono mai state così accessibili: piattaforme di trading a costi minimi, ETF a portata di click, articoli, video, podcast, calcolatori online. Eppure quella stessa abbondanza di strumenti, da sola, non basta.

Gestire un patrimonio non è un problema di informazione: è un problema di metodo, di disciplina nel tempo e — soprattutto — di gestione delle proprie emozioni nei momenti in cui i mercati le mettono alla prova. È su queste dimensioni che il contributo di un consulente finanziario è stato oggetto di studi quantitativi.

Negli ultimi vent'anni il mondo accademico e alcuni grandi gestori internazionali — Vanguard, Morningstar, Russell Investments — hanno tentato di quantificare in numeri il contributo che un consulente finanziario può portare al patrimonio di un cliente. Gli studi disponibili indicano un ordine di grandezza comparabile: il valore aggiunto stimato si colloca intorno al 3% netto annuo nello studio Vanguard di riferimento, con risultati variabili negli altri framework. Si tratta di stime medie di valore aggiunto, non di rendimenti garantiti né di promesse di performance: i valori effettivi dipendono dal cliente, dall'orizzonte temporale e dalle condizioni di mercato.

La prima domanda è se serve un consulente. La seconda — non meno importante — è quale consulente, e per quale lavoro.

Questa pagina risponde in due tempi. Prima, al contributo che la consulenza finanziaria può offrire rispetto alla gestione autonoma del patrimonio, alla luce degli studi disponibili. Poi, alle caratteristiche strutturali del modello indipendente — il fee-only — rispetto agli altri modelli regolamentari di consulenza previsti dalla normativa italiana. Sono due livelli di scelta diversi, e meritano risposte distinte.

I numeri, prima

Quanto vale, in concreto, un consulente finanziario?

Una domanda che per anni è rimasta affidata a valutazioni qualitative. Dal 2001 in poi, Vanguard ha sviluppato un framework — l'Adviser's Alpha — per quantificare in punti base il contributo delle diverse attività del consulente. Negli anni si sono affiancati gli studi di Morningstar, Russell Investments e, in Italia, le ricerche CONSOB-Roma Tre. Gli studi disponibili indicano un ordine di grandezza comparabile.

fino a 3%

il valore aggiunto annuo netto che la consulenza finanziaria può portare al patrimonio di un cliente, secondo il framework Adviser's Alpha di Vanguard.

Fonte · Vanguard UK · Adviser's Alpha · June 2025 Stima di valore aggiunto medio, non rendimento garantito né promessa di performance. I risultati effettivi variano per cliente, orizzonte temporale e condizioni di mercato.

Come si compone quel 3%

Lo studio Vanguard scompone il contributo del consulente in sette aree di best-practice. Ciascuna è espressa come range di valore aggiunto potenziale, non come cifra puntuale: i valori effettivi dipendono dalle circostanze del cliente.

Coaching comportamentale
fino a 200+ bps

Aiutare il cliente a non vendere nei ribassi e a non inseguire i rialzi. La singola voce più impattante del framework.

Selezione degli investimenti
0–100bps

Spostarsi verso strumenti a basso costo: ogni euro risparmiato in commissioni è un euro che resta investito.

Ribilanciamento
fino a 12bps

Riportare il portafoglio alla rotta originale quando i mercati lo fanno deviare. Disciplina, non intuizione.

Asset allocation
> 0bps

Costruire un portafoglio coerente con orizzonte temporale, tolleranza al rischio e obiettivi reali del cliente. Significativo ma troppo specifico per essere quantificato.

Allocazione fiscale
0–45bps

Collocare ogni strumento nel contenitore fiscalmente più efficiente. Variabile per giurisdizione e situazione personale.

Strategia di prelievo in pensione
fino a 112+ bps

In fase di decumulo, da quale conto attingere per ridurre il carico fiscale. Particolarmente rilevante in pensione.

Total return vs income investing
> 0bps

Approccio a total return invece che a sola cedola, per portafogli più diversificati e fiscalmente efficienti.

Valore aggiunto complessivo stimato fino a circa 3% netto annuo, o oltre
Una conferma dagli Stati Uniti

Russell Investments, nel suo Value of an Advisor Study 2025, stima il valore complessivo della consulenza nel mercato americano a 4,87% annuo.

La formula è leggermente diversa — A+B+C+T: Asset allocation, Behavioural coaching, Customized planning, Tax-smart investing — e i numeri risentono della specificità fiscale e di mercato statunitense. Ma il pilastro coincide: anche qui il behavioural coaching da solo pesa per circa metà del totale (2,47%). È la dimensione che gli studi quantitativi misurano come la più impattante all'interno del valore aggiunto consulenziale.

Nota metodologica. I dati riportati provengono dai seguenti studi pubblici: Quantifying Adviser's Alpha in the UK — Putting a value on your value (Vanguard Advisory Research Centre, June 2025), che aggiorna al contesto UK il framework Putting a value on your value: Quantifying Vanguard Advisor's Alpha introdotto da Vanguard nel 2014; Value of an Advisor Study 2025 (Russell Investments, mercato USA); ricerche periodiche di Morningstar sul valore della consulenza. Le cifre rappresentano stime di valore aggiunto potenziale, non rendimenti garantiti né promesse di performance, e variano per cliente, orizzonte temporale, condizioni di mercato e modalità di implementazione. Lo studio Vanguard UK è il riferimento europeo più recente disponibile; lo studio Russell è specifico per il contesto statunitense e i suoi valori risentono della disciplina fiscale e di mercato locale.

Tre grafici per capire dove sta il valore

Tre ricerche, tre prospettive complementari. Il primo grafico mostra come si compone quel famoso 3%. Il secondo mette in luce un'asimmetria di percezione fra ciò che i clienti chiedono e ciò che gli studi quantificano come più impattante. Il terzo racconta una distonia specifica del mercato italiano, alla luce di una ricerca CONSOB-Roma Tre.

Grafico 1 · Adviser's Alpha

Il coaching comportamentale è la singola voce più impattante

La scomposizione Vanguard del valore aggiunto del consulente. Ogni barra è un'area di best-practice del wealth management, espressa come range di punti base (bps) di rendimento netto annuo. I valori sono stime di valore aggiunto potenziale, non rendimenti garantiti.

0 +50 +100 +150 +200 bps Coaching comportamentale fino a 200+ Selezione degli investimenti 0–100 bps Strategia di prelievo fino a 112+ bps Allocazione fiscale 0–45 bps Ribilanciamento fino a 12 bps Asset allocation > 0 (significativo) Total return vs income > 0 (significativo)
Nel framework Vanguard, la quota più rilevante del valore aggiunto è attribuita a disciplina, comportamento e personalizzazione — più che alla pura scelta degli strumenti. È la dimensione relazionale del lavoro consulenziale, quella in cui il dialogo continuato con il cliente nelle fasi di volatilità di mercato fa la differenza maggiore.

Fonte · Vanguard UK, Quantifying Adviser's Alpha — Putting a Value on Your Value, June 2025. Valori in punti base (bps) di rendimento netto annuo. Stime di valore aggiunto potenziale, non rendimenti garantiti.

Grafico 2 · Il gap percettivo

I risparmiatori cercano nel consulente cose diverse da ciò che gli studi quantificano come più impattante

Morningstar Investment Management ha intervistato 693 clienti e 161 consulenti chiedendo di classificare quindici qualità del consulente per ordine di importanza. La correlazione fra le due classifiche è di 0,46 — una relazione moderata, non ampia. Le aree con il gap più ampio riguardano due voci agli antipodi: ciò che il cliente mette più in alto (massimizzare i rendimenti) gli studi quantificano come meno impattante; ciò che il cliente mette più in basso (gestire le emozioni) gli studi quantificano come la voce a maggior contributo.

Cosa cerca il cliente
Gap
Cosa il consulente pensa che il cliente cerchi
Massimizzare i rendimenti
gap largest
Gestire le emozioni del cliente
Gestire le proprie emozioni (collocata in fondo dai clienti)
gap ampio
Comprendere il cliente e le sue esigenze
Capire il cliente nelle sue esigenze (collocata in basso dai clienti)
gap ampio
Massimizzare i rendimenti (collocata in basso dai consulenti)
Aiutare a raggiungere i propri obiettivi finanziari
allineato
Aiutare a raggiungere gli obiettivi finanziari del cliente
Comunicare e spiegare bene i concetti
allineato
Comunicare e spiegare bene i concetti
Il coaching comportamentale — che gli studi quantitativi misurano come la voce a maggior contributo — è la voce che i risparmiatori dichiarano di cercare meno in un consulente. La conseguenza pratica per chi sceglie: vale la pena considerare nella valutazione anche le dimensioni relazionali e comportamentali del servizio, non solo le performance attese.

Fonte · Morningstar Investment Management, The Value of Advice: What Clients Think, What Advisers Think, 2020. Campione: 693 clienti e 161 consulenti, classificazione di 15 attributi. Correlazione fra le due classifiche: 0,46.

Grafico 3 · Lo specchio italiano

In Italia, consulente e cliente spesso non parlano la stessa lingua sul tema della sostenibilità

Il Rapporto Consob-Roma Tre 2020 sulla relazione consulente-cliente ha somministrato lo stesso questionario a due campioni paralleli: 215 consulenti finanziari e 617 loro clienti (indagine "a specchio" o mirroring). Su un punto specifico — la proposta di investimenti sostenibili — emerge un disallineamento numerico significativo fra ciò che i consulenti dichiarano di aver fatto e ciò che i clienti dichiarano di aver ricevuto.

Lato consulenti
10%

dei consulenti dichiara di non aver mai raccomandato investimenti responsabili al cliente

Lato clienti
34%

dei clienti dichiara di non aver ricevuto proposte di investimenti responsabili dal proprio consulente

Più di tre volte il dichiarato dei consulenti. Lo stesso fenomeno — la proattività nella proposta di investimenti sostenibili — viene quantificato in modo diverso dai due lati del rapporto. Il Rapporto Consob qualifica questo come "distonia informativa": un'area di miglioramento concreta per la qualità del dialogo fra consulente e cliente. L'ascolto attivo e la rilevazione strutturata delle preferenze del cliente sono, anche secondo lo studio, le leve principali su cui agire.

Fonte · CONSOB · Università Roma Tre, La relazione consulente-cliente — Indagine mirroring 2020. Campione: 215 consulenti finanziari e 617 loro clienti. Questionario somministrato gennaio 2020.

Va bene, un consulente. Ma quale consulente?

Stabilito che la consulenza finanziaria aggiunge valore misurabile, resta la domanda più importante: non tutti i consulenti lavorano nello stesso modo, e non tutti sono pagati nello stesso modo. La normativa italiana, in linea con la direttiva europea MiFID II, distingue tre modelli, ciascuno regolato da norme distinte.

Il principio che cambia tutto

Cambia chi paga il consulente, e cambia la struttura economica del rapporto.

Non è una questione di onestà personale né di preparazione professionale. È una questione di struttura economica: il modello di remunerazione definisce il quadro normativo entro cui il consulente opera, ed è giusto che il cliente lo conosca prima di scegliere.

— I tre modelli in Italia —

Modello 01

Consulente bancario

dipendente della banca

Da chi è pagato Dalla banca, in qualità di dipendente. La struttura retributiva è disciplinata dal contratto di lavoro e dalla normativa MiFID II in materia di remunerazione e incentivi del personale.
Cosa può consigliare I prodotti del proprio istituto e dei gruppi convenzionati, secondo l'accordo distributivo della banca.
Gestione del conflitto di interesse Disciplinata da policy interne previste dalla MiFID II (art. 23) e dalla Direttiva Delegata 2017/593, con obbligo di disclosure al cliente.
Modello 02

Consulente abilitato all'offerta fuori sede

ex promotore finanziario · rete bancaria o SIM

Da chi è pagato Da una rete bancaria, SIM o società di intermediazione tramite provvigioni sui prodotti distribuiti, secondo la disciplina MiFID II.
Cosa può consigliare I prodotti della rete per cui opera, secondo il mandato ricevuto. Alcune reti operano in architettura aperta, altre in regime mono-mandatario.
Gestione del conflitto di interesse Come per il Modello 01, disciplinata da policy interne ai sensi della MiFID II e comunicata al cliente nel rendiconto ex post.
Modello 03

Consulente finanziario autonomo

indipendente · fee-only · iscritto Albo OCF

Da chi è pagato Esclusivamente dal cliente, tramite parcella concordata in anticipo e fatturata.
Cosa può consigliare Gli strumenti finanziari disponibili sul mercato, non essendo legato ad accordi distributivi con intermediari.
Gestione del conflitto di interesse Per legge non può ricevere provvigioni, retrocessioni o incentivi da terzi (MiFID II art. 24 par. 7-8).

Sono tre professioni regolate, tutte legittime, tutte iscritte all'Albo OCF. La differenza non è nella preparazione personale del professionista, ma nella struttura economica in cui opera. È per questo che la scelta del modello viene prima della scelta della persona.

Riferimenti normativi. La distinzione tra consulenza indipendente e non-indipendente è disciplinata dalla direttiva europea MiFID II (2014/65/UE), recepita in Italia dal D.lgs. 58/1998 (TUF) e dal Regolamento Intermediari Consob. Il consulente finanziario autonomo iscritto all'Albo OCF (sezione Consulenti Finanziari Autonomi) non può ricevere alcuna forma di provvigione, commissione o incentivo da soggetti diversi dal cliente per i servizi prestati. La presente pagina ha finalità informative sui tre modelli regolamentari di consulenza finanziaria previsti dall'ordinamento italiano e non costituisce comparazione qualitativa fra professionisti che operano in modelli diversi.
Un intermezzo

Una buona consulenza si misura nel tempo lungo:
nella chiarezza degli obiettivi, nella coerenza del metodo,
e in una pianificazione costruita attorno alla persona.

Sergio Badalà, CFP® certificato
Una premessa di metodo

Perché scegliere un consulente finanziario indipendente

Non tutti i consulenti finanziari operano nello stesso quadro normativo. Cambia chi paga il consulente, cambia la struttura economica del rapporto, e cambia il modo in cui la pianificazione si articola nel tempo.

— Sergio Badalà, CFP® certificato

Sei caratteristiche del modello indipendente

Quando un consulente è pagato esclusivamente dal cliente, alcune scelte operative cambiano per costruzione normativa. Sono caratteristiche strutturali di questo modello, non meriti personali del singolo professionista; le altre forme di consulenza hanno il proprio quadro di disciplina, parimenti regolato dalla normativa MiFID II.

— I —

Allineamento strutturale degli interessi

Il consulente finanziario autonomo è retribuito esclusivamente dal cliente attraverso una parcella concordata in anticipo. Non riceve provvigioni, retrocessioni o incentivi da banche, compagnie assicurative o società di gestione.

Il suo guadagno cresce nel tempo solo se il cliente sceglie di rinnovare il mandato: la continuità del rapporto è il riscontro economico del lavoro svolto.

RiferimentoDirettiva MiFID II · TUF art. 18-bis · Regolamento Intermediari Consob
— II —

Accesso a un'ampia gamma di strumenti

Non essendo legato ad accordi distributivi con intermediari, il consulente autonomo può analizzare un'ampia gamma di strumenti finanziari disponibili sul mercato europeo — fondi, ETF, polizze, obbligazioni, titoli di Stato — selezionando ciò che è coerente con la pianificazione del cliente.

Un perimetro più ampio di analisi consente di confrontare più alternative in termini di costo e di profilo di rischio, prima di proporre una soluzione.

DatoVanguard stima in 0–100 bps annui il contributo della investment selection nel framework Adviser's Alpha (Vanguard UK, June 2025)
— III —

Una parcella esplicita

La consulenza viene retribuita con un compenso esplicito, concordato e fatturato. Il cliente sa, prima di firmare, quanto pagherà ogni anno per il servizio ricevuto.

Per legge, nel modello fee-only il consulente non percepisce costi di entrata, costi di uscita, retrocessioni o commissioni di performance sui prodotti sottoscritti dal cliente. Tutto ciò che si paga è scritto, e tutto ciò che è scritto si paga.

PraticaLe modalità di parcella sono concordate con il cliente: a percentuale sul patrimonio in consulenza, a forfait annuo o a progetto
— IV —

Orizzonte di lungo periodo

La parcella fee-only è legata alla relazione di consulenza. Se un cliente è soddisfatto resterà per molto tempo col consulente scelto.

Programmare per tempo i propri comportamenti nelle fasi di forte stress dei mercati, non inseguire la moda del momento, lasciare al patrimonio il tempo che gli serve per maturare. Sono tutti elementi della progettazione finanziaria condivisa. Elementi essenziali che il cliente apprezza successivamente, durante la gestione del patrimonio.

StudioNel framework Vanguard Adviser's Alpha, il coaching comportamentale è la singola voce più impattante: stimata fino a 200 bps annui, o oltre (Vanguard UK, June 2025)
— V —

Una pianificazione, non un portafoglio

Il punto di partenza è l'obiettivo del cliente: pianificazione previdenziale, protezione del patrimonio familiare, passaggio generazionale, ottimizzazione fiscale, tutela dei minori. La consulenza si articola lungo queste dimensioni prima ancora di parlare di strumenti.

Il portafoglio diventa uno strumento al servizio di un disegno più ampio — non l'oggetto centrale della relazione.

ApproccioFinancial planning · le sei dimensioni della pianificazione patrimoniale
— VI —

Un numero contenuto di rapporti

Il modello fee-only si articola tipicamente su un perimetro contenuto di rapporti professionali, per consentire al consulente di dedicare a ciascun cliente il tempo richiesto da una pianificazione personalizzata.

È una caratteristica strutturale del modello: un perimetro ristretto consente di costruire un rapporto fiduciario di lungo periodo, fondato sulla conoscenza approfondita della situazione del cliente. Una dinamica simile, nelle libere professioni, al lavoro di un avvocato di fiducia o di un notaio personale.

Dato ItaliaSu 53.609 iscritti complessivi all'Albo OCF, i consulenti finanziari autonomi sono 741 (Relazione OCF, dati al 31.12.2024)
Approfondimento

Queste sei caratteristiche compongono una visione della consulenza — un modo di intendere il rapporto fra professionista e patrimonio.

Leggi la Visione dello Studio
Nota informativa

I dati e le informazioni riportati in questa pagina sono tratti da fonti pubbliche (Organismo di vigilanza e tenuta dell'Albo unico dei Consulenti Finanziari — OCF; Financial Planning Standards Board — FPSB Italia) al momento della pubblicazione. I numeri ufficiali sono accompagnati dalla relativa data di rilevazione; ove un dato sia frutto di stima, è espressamente dichiarato come tale.

La presente pagina ha finalità informative sul modello di consulenza finanziaria indipendente esercitato dall'autore e sulle differenze strutturali, regolate dalla normativa vigente (MiFID II, D.lgs. 58/1998 — TUF, Regolamento Intermediari Consob), tra consulenza indipendente e consulenza non-indipendente. Non costituisce comparazione denigratoria nei confronti di altri operatori del settore, né valutazione qualitativa dei singoli professionisti che operano in modelli diversi.

I contenuti non rappresentano sollecitazione all'investimento, raccomandazione personalizzata o consulenza in materia di investimenti ai sensi dell'art. 1, comma 5, lett. f) del TUF. Qualsiasi decisione patrimoniale richiede una valutazione personalizzata, oggetto di mandato di consulenza specifico e formalizzato.

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Alcune immagini di scene di studio presenti su questo sito sono illustrazioni generate o elaborate con strumenti di intelligenza artificiale. Le persone eventualmente raffigurate accanto a Sergio Badalà sono modelli digitali e non rappresentano clienti reali dello studio.

Autore: Sergio Badalà · CFP® Iscritto Albo OCF Studio: Viale XX Settembre 50, 95129 Catania Ultimo aggiornamento dati: Maggio 2026