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Mediare i titoli sui ribassi, funziona?

Lascia stare il coltello che cade

 
Il primo punto che va chiarito è a quale personaggio del mondo della finanza si adatti questo detto, riguarda lo speculatore (trader), l’investitore o entrambi? Generalmente nel mondo degli investimenti, si tende poco a sottolineare la profonda differenza fra le due figure. Un trader cerca di lucrare su operazioni di breve periodo, possiamo paragonarlo in atletica ad un corridore dei 100 metri; Invece l’investitore, mira ad una corretta e serena rivalutazione del suo denaro focalizzando l’attenzione sul risultato finale di lungo periodo e non di breve, nel paragone di prima egli è quindi un maratoneta. Il primo punto che va chiarito è a quale personaggio del mondo della finanza si accosti questo detto, cioè se riguardi uno speculatore (trader) o un investitore. Generalmente nel mondo degli investimenti, si tende poco a sottolineare la profonda differenza fra le due figure. Un trader cerca di lucrare su operazioni di breve periodo, possiamo paragonarlo in atletica ad un corridore dei 100 metri; Invece l’investitore, mira ad una corretta e serena rivalutazione del suo denaro focalizzando l’attenzione sul risultato finale di lungo periodo e non di breve, nel paragone di prima egli è quindi un maratoneta.
 
A quali dei due personaggi meglio si attaglia questa operazione comunemente diffusa? Sarebbe meglio evitare in realtà sia nell’uno che nell’altro caso di avventurarsi da soli per queste strade ma se proprio devo scegliere uno dei due questi è certamente l’investitore. Generalmente invece, nella prassi da me osservata in questi 18 anni di attività, è una operazione fatta dai trader…
L’operazione di mediare sui cali di prezzo dell’attività sottostante, può applicarsi a qualsiasi strumento finanziario (titoli azionari/obbligazionari, etf o strumenti di risparmio gestito), la logica della operazione è di acquistare una attività già in portafoglio ad un prezzo più basso, in maniera tale da ridurre il prezzo di acquisto.
Faccio un esempio per capire a fondo la problematica: compro azioni Intesa a 3,5 euro nel 2015 il prezzo scende ed io ne acquisto altre a 2,5 euro nel 2016 avrò cosi (immaginando di comprarne sempre 10.000) un prezzo medio di acquisto di 3 euro ad azione. Il prezzo scende ancora ed io insisto, la compro a 2 euro nel 2018 (magari stavolta altre 20.000 azioni) avrò cosi un prezzo di acquisto medio di 2,5 euro e 40.000 azioni, per un investimento complessivo di 100.000 euro. Oggi dopo 5 anni dal mio primo acquisto il titolo quota 1,5 euro cioè se vendessi maturerei una perdita del 40% i miei 100.000 euro valgono in questo momento 60.000 euro una perdita quindi di 40.000 euro.
E ora? Mediare ancora? Vendere? Aspettare?
In questi casi ad un certo punto nel trader medio arriva il disinteresse (rassegnazione), semplicemente lascia tutto lì ed aspetta… che aspetta? Che un giorno miracolosamente tutto risalga. Quante volte ho visto questo film…
cali di borsa
Stato d’animo del trade
In conclusione, spesso, mediare i titoli porta due risultati, si immobilizzano capitali per lungo tempo (a volte per sempre) e si aumentano pericolosamente in portafoglio asset discutibili. Perchè si fa? Per tanti motivi: il consiglio dell’amico esperto, l’articolo di giornale, la scommessa personale, la convinzione che non succederà nulla di grave ma soprattutto per almeno due ragioni: la voglia di non accettare il fallimento personale (finanza comportamentale) e la assoluta mancanza di valutazione del rapporto rischio-rendimento. Quel titolo dovrà riprendersi, in passato ha avuto un prezzo più alto e ci tornerà… è il mantra a cui si aggrappa il trader di turno, titolo peraltro spesso comprato sulla base di valutazioni assai personali.
Evidenzio a supporto di quanto affermato che oggi molti titoli azionari italiani sono sotto le quotazioni toccate nel 2000. In conclusione, caro amico appassionato di investimenti, davvero vuoi per i prossimi 20 anni rischiare di avere rendimenti negativi dal tuo denaro?
Sembra a questo punto che mediare il prezzo d’acquisto di un asset finanziario sia una pratica da demonizzare ma in realtà non è sempre così. È una pratica che se gestita da un professionista e sui giusti asset ha certamente un senso, così come tante altre strategie che si possono applicare alla gestione del denaro.
 
 

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